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LATTOFERRINA & COVID-19: prevenzione o terapia?

LATTOFERRINA & COVID-19: prevenzione o terapia?

Il boom mediatico di uno studio che si sta conducendo a Roma ha fatto avere un aumento esponenziale delle vendite sia fisiche che online di questa proteina venduta sotto forma di integratore.

Cos’è?

E’ una proteina capace di legare il ferro.

E’ presente come integratore e in numerosi alimenti, in primis latte (2g/l) e colostro (5g/l).

Da dove la otteniamo?

Dal latte bovina o in forma ricombinante (si utilizzano altri organismi geneticamente modificati per produrre questa proteina) 

Come la puoi assumere?

Per via orale, sotto forma di spray nasali o capsule.

Come tutte le proteine la lattoferrina viene digerita e solo una piccola parte è assorbita.

Il miglior modo che hai per assumera è in forma liposomiale o di microparticelle, così superarai l’ostacolo della digestione. Esistono integratori formulati in talmodo.

A che serve?

E’ una transferrina per cui la sua funzione principale è quella di legare il ferro.

Lega il ferro nelle condizioni in cui il PH è basso.

Sapete dov’è che tipicamente si crea un PHbasso? Nei luoghi in cui c’è infiammazione.

In tutti i processi infiammatori ci sono radicali liberi, sostanze che accentuano l’infiammazione.

Il ferro libero partecipa alla formazione di radicali liberi ed è proprio qui che agisce la lattoferrina con la sua azione anti infiammatoria. Inoltre sembra, soprattutto in soggetti non debilitati, andare a modulare la risposta immunitaria. Quest’azione in teoria dovrebbe andare a contrastare la “tempesta citochinica” alla base di molte complicanze dell’infezione da COVID-19.

N.B. SANCHE LA VITAMINA D SI STA SPERIMENTANDO CONTRO IL COVID-19 BASANDOSI SULL’IPOTESI CHE POSSA MODULARE LA RISPOSTA INFIAMMATORIA ECCESSIVA.





Questo sempre in linea teorica, poi bisogna valtare quanta lattoferrina raggiunge effettivamente il sito di infiammazione e quant’è la “potenza” di questa molecola nel modularla: l’acqua può spegnere il fuoco ma un solo secchio non è sufficiente per controllare un incendio.

In laboratorio la lattoferrina agisce contro vari virus impedendone l’ingresso nelle cellule dove si andrebbero a replicare.

Il problema è che questa azione antivirale è stata provata solo in laboratorio e al massimo in alcuni studi su animali, sull’uomo non sembrano esserci effetti curativi né preventivi nei confronti delle infezioni virali in generale.

Sulla base dei dati interessanti teorici ed in vitro, vari ricercatori hanno iniziato sperimentazioni come prevenzione o terapia del COVID-19, ciò è stato fatto anche dall’università di Tor Vergata.

Al momento è stato pubblicato solo un report preliminare da revisionare prima di pubblicare lo studio dove ci viene spiegato che sono stati convolti SOLO 32 pazienti affetti da covid (10 asintomatici, 22 con sintomi lievi o moderati) a cui è stata somministrata la lattoferrina sotto forma di liposomi in modo da proteggerla dalla digestione consentendo l’assorbimento della proteina intera)

https://www.biorxiv.org/content/10.1101/2020.08.11.244996v3.full

Cosa è successo?

  1. In 15-30 giorni tutti i pazienti hanno azzerato la carica virale
  2. Anche molecole che indicano la presenza di infiammazione (IL6, D-dimero, ferritina) si sono abbassate nel corso delle settimane, quindi nel corso del trattamento.

Perché questo studio è inattendibile?

  1. Ci sono pochi soggetti coinvolti;
  2. Non c’è un gruppo di controllo, cioè un gruppo di soggetti affetti da COVID-19 che però non hanno ricevuto la lattoferrina. Per tal motivo non si può valutare se l’azzeramento della carica virale o l’abbassamento dei marker infiammatori è legato alla somministrazione della lattoferrina o all’evoluzione naturale dell’infezione da covid-19 (cosa molto più probabile).

Nel momento in cui verrà dimostrata l’efficacia della lattoferrina o comunque la superiorità rispetto ad un placebo se né potrà incentivare l’uso, al momento non va fatto in quanto questa pratica è povera di evidenze.

Nel momento in cui ci fossero evidenze ricordiamo che essendo una proteina, quella che assumiamo con la dieta, quindi con il latte o con il colostro principalmente viene scomposta quindi in caso di efficacia dovrà essere assunta per via liposomiale in modo da assorbirla integra ed ottenerne tutti i vantaggi, ad oggi, vi ripeto, non dimostrati.

Probabilmente il successo che ha avuto e che sta avendo è legato al fatto che si tratta di una molecola naturale, priva di effetti collaterali ma anche di effetti benefici asignificativi contro l’infezione da covid-19

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